Nel seguito parlo principalmente di studi in vitro, per cui userò le definizioni di base sulla coltura tipo di B. burgdorferi, già introdotti in questo breve post, e la figura seguente (figura 1).

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Figura 1. Coltura di Borrelia burgdorferi. Fase di crescita (Log phase) e fase stazionaria (Stationary phase).

Ceftriaxone pulsato

Coltura batterica di 5 giorni. Questo tipo di coltura, che dunque è nella tarda fase di crescita, esposta a quattro cicli di ceftriaxone, di quattro giorni ciscuno, distanziati da un giorno di pausa (con lavaggio della coltura stessa) viene completamente liberata di ogni esemplare di Borrelia (vedi figura 2). Tale risultato è stato ottenuto dalla università di Northeastern (Sharma B et al. 2015) ed è stato poi confermato dai ricercatori della John Hopkins (Feng J et al. 2016). Questa fase della coltura comprende spirochete in mitosi (facili da uccidere) e forme persistenti, sia con fenotipo a spirocheta che con fenotipo a corpo rotondo (più difficili da uccidere). Ma non contempla microcolonie di batteri, congiunti da una matrice di polimeri (biofilm), le quali costituiscono lo “zoccolo duro” di ogni coltura di Borrelia.

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Figura 2. Ceftriaxone pulsato. Studio in vitro. Da (Sharma B et al. 2015).

Coltura batterica di 10 giorni. Questo tipo di coltura è in piena fase stazionaria, e comprende sia forme persistenti isolate (plantoniche) che raggruppate in microcolonie (biofilm). In questo caso 4 cicli di ceftiaxone – distanziati di un giorno l’uno dall’altro – riescono ad eliminare ogni battere isolato, ma non le microcolonie. Da queste micocolonie, dopo 21 giorni, si moltiplicano nuovi individui che ripopolano la coltura (Feng J et al. 2016).

Negli esseri umani. A mia conoscenza non esistono studi in cui si sia verificata l’efficacia di dosi pulsate di ceftriaxone negli esseri umani, o anche solo nel modello animale. Sappiamo però che cicli ripetuti di ceftriaxone hanno un effetto benefico sulla fatica, in persone con sintomi cronici della malattia di Lyme. Questo dato è emerso in due grandi studi, con gruppo di controllo, quindi si può ritenere affidabile (Krupp, 2003), (Fallon, 2008). In questo caso si tratta di cicli di almeno un mese (da 4 a 10 settimane) distanziati anche di anni. Joseph Burrascano, consiglia la somministrazione di ceftriaxone in vena, 4 grammi al giorno, 4 giorni a settimana (Burrascano J, 2008). Tuttavia questa posologia non è il frutto di studi formali, ed è difficile capire che fondamento abbia.

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Figura 3. Amoxicillina pulsata. Coltura di 5 giorni (tarda Log phase). Da (Sharma B et al. 2015).

Amoxicillina pulsata

Coltura batterica di 5 giorni. In questo tipo di coltura l’amoxicillina pulsata è efficace quasi quanto il ceftriaxone, sempre con la stessa pulsazione, si intende (vedi figura 3).Tale risultato è stato ottenuto dalla università di Northeastern (Sharma B et al. 2015). Non ci sono altri studi per l’amoxicillina pulsata.

Cefuroxima pulsata

Coltura batterica di 10 giorni. Stesso effetto del ceftriaxone pulsato su una analoga coltura batterica. Uccide tutti i batteri (persistenti e non) che non siano parte di una microcolonia (biofilm) (Feng J et al. 2016).

Daptomicina e doxiciclina pulsate

Coltura batterica di 10 giorni. Questi due farmaci hanno una efficacia inferiore al ceftiaxone e alla cefuroxima, se pulsati in 4 cicli di 4 giorni, con intervallo di un giorno (Feng J et al. 2016).

Conclusioni

Il ceftriaxone, la cefuroxima e la amoxicillina sono ugualmente efficaci nell’eliminare i batteri peristenti – in coltura batterica – se somministrati in 4 cicli di 4 giorni ciascuno, con intervalli di un giorno (figure 2 e 3). Non sono tuttavia efficaci contro le microcolonie cementate da polimeri (biofilm) (Sharma B et al. 2015), (Feng J et al. 2016). Doxiciclina e daptomicina non sono altrettanto efficaci, a parità di posologia (Feng J et al. 2016). Per quanto riguarda l’uso negli esseri umani, due grandi studi hanno dimostrato che cicli ripetuti di ceftriaxone hanno un effetto benefico sulla fatica, in persone con sintomi cronici della malattia di Lyme (Krupp, 2003), (Fallon, 2008). Joseph Burrascano, consiglia la somministrazione di ceftriaxone in vena, 4 grammi al giorno, 4 giorni a settimana (Burrascano J, 2008). Tuttavia questa posologia non è il frutto di studi formali, ed è difficile capire che fondamento abbia.

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