Medicina di precisione nella malattia di Lyme

Medicina di precisione nella malattia di Lyme

In questa playlist ho raccolto in ordine cronologico gli interventi presentati durante una conferenza sulla malattia di Lyme, tenutasi ad ottobre presso la Icahn School of Medicine at Mount Sinai (New York), e passata largamente inosservata.

E’ stata una conferenza notevole, in cui si sono poste le basi per l’utilizzo di strumenti come la metabolomica, la proteomica e la genomica nella Lyme cronica. Questo tipo di approccio, basato sull’uso di centinaia o migliaia di dati misurati contemporaneamente in ciascun paziente è ora in pieno sviluppo nella ME/CFS e inizia a farsi strada nella Lyme. A testimoniare questo passaggio, la presenza del dr. Andreas Kogelnik, medico e bioingegnere presso l’Open medicine Institute, che è recentemente passato ad occuparsi di Lyme, e proviene dallo ricerca sulla ME/CFS.

Oltre che di promesse di una nuova e più profonda comprensione di questa patologia, si è parlato anche di terapie. Sono rimasto profondamente colpito, in particolare, dalla relazione sul disulfiram fatta da Kim Lewis, uno dei maggiori esperti di persistenza batterica viventi, da quello che mi risulta. Ho discusso l’uso del disulfiram nella Lyme cronica in questo post. Kim Lewis ha suggerito apertamente l’uso di questo farmaco, al posto delle terapie tradizionali, anche nella fase iniziale della malattia, oltre che, soprattutto, nelle forme croniche. Bisogna dire che non ci sono per ora dati sull’uso del disulfiram nella malattia di Lyme, e quello che è stato pubblicato riguarda solo la sua efficacia in vitro contro i fenotipi di Borrelia a metabolismo ridotto (forme persistenti). Tuttavia è possibile che Kim Lewis, che sta lavorando in questo momento su questo argomento, sia a conoscenza di dati non ancora pubblicati, che lo abbiano spinto a sbilanciarsi in questo modo.

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Ottawa Lyme Conference 2016

Ottawa Lyme Conference 2016

Chi fosse interessato, trova in questa playlist i video della conferenza tenutasi in Ottawa il maggio scorso, organizzata dalla associazione Lyme canadese. Sono intervenuti molti importanti esponenti della ricerca sulla malattia di Lyme, tra cui Fallon (Columbia University), Dattwyler (New York Medical College) e Zhang (John Hopkins University). I video sono disponibili anche nella playlist di CanLyme. Nella mia playlist sono disposti in ordine cronologico.

Si tratta di molte ore di registrazione. I video 8, 10, 12, e 23 mi sono sembrati particolarmente edificanti.

Viaggio di uno psichiatra nel mondo della malattia di Lyme

Viaggio di uno psichiatra nel mondo della malattia di Lyme

Di Paolo Maccallini

In questa intervista radiofonica a Brian Fallon (Columbia University), lo psichiatra racconta come si sia imbattuto nella malattia di Lyme, di cui è diventato un esperto autorevole, e si concentra sui trattamenti e i sintomi della forma cronica della malattia.

Quando un suo famigliare si ammalò di borreliosi, Fallon era un ricercatore che si occupava di disturbo ossessivo compulsivo e di ipocondria. Il congiunto fu curato con il trattamento raccomandato dall’IDSA (Infecious Diseases Society of America) e migliorò dalla sua grave condizione. Tuttavia alcuni mesi dopo, i sintomi si ripresentarono. Fu ancora trattato, migliorò e poi ricadde. A questo punto fu congedato dal medico infettivologo, poiché le linee guida per la malattia di Lyme non giustificavano ulteriori trattamenti. Fallon e sua moglie (anche lei medico) furono così costretti a cercare aiuto presso un medico di Long Island, il quale sembrava avere successo nei pazienti con Lyme cronica, con trattamenti che si svincolavano dalle restrizioni dei dettami IDSA. Ora la persona in questione è molto migliorata, ma da allora Fallon si occupa professionalmente di Lyme cronica, e per questo suo lavoro ha ricevuto fondi anche dal NIH (National Institute of Health).

Fallon
Brian Fallon, Columbia University

Dopo aver raccontato delle sue origini italiane (la mamma era una infermiera nell’Italia della seconda guerra mondiale e il padre era un soldato americano che combatteva i tedeschi sul nostro territorio) illustra le difficoltà nella gestione della forma cronica della Lyme. Alcuni punti interessanti che Fallon tocca, sono i seguenti.

1) La forma cronica della Lyme non è ben conosciuta nei sui meccanismi patogenetici, ma sicuramente non è un disturbo psicosomatico. Risponde -in alcuni casi- a cicli aggiuntivi di antibiotici. Il sintomo che risponde maggiormente a cicli ripetuti è la fatica.

2) La fatica è il sintomo principale della Lyme cronica, e ha un impatto nella vita dei pazienti non inferiore alla insufficienza cardiaca.

3) Le linee guida ufficiali non raccomandano cicli aggiuntivi di antibiotici, sebbene una revisione della letteratura dimostri la loro efficacia in alcuni pazienti e questo determina un attrito tra medici che propongono lunghe cure antibiotiche e altri che -attendendosi alle linee guida IDSA- congedano i pazienti dopo un mese di cure.

4) I test sierologici intercettano solo un 50% dei pazienti, con un gruppo consistente che dunque resta non diagnosticato.

5) In Europa, paesi interessati dal problema Lyme sono l’Italia, la Germania e l’Austria.

Fallon è un ricercatore della Columbia University, finanziato dal National Institute of Health, e ha pubblicato -fra l’altro- lavori su cicli aggiuntivi di antibiotici (Fallon, 2008), sulla brain imaging della encefalopatia di Lyme (Fallon, 2009) e sulle sequele immunitarie di questa infezione (Jacek, 2013).